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9 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:23
“L’oro di Pechino è stato un po’ smorzato dall’atmosfera”. Amos Mosaner racconta così le emozioni provate per il primo storico trionfo olimpico arrivato nel 2022, ancora in pieno Covid. Quattro anni dopo, la coppia del curling italiano composta dal 30enne trentino e da Stefania Constantini può puntare a un’altra medaglia: oggi giocano la semifinale nel torneo di doppio misto contro gli Stati Uniti. Il sogno di un altro podio olimpico, questa volta in casa, a Milano-Cortina 2026, è lì alla portata. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mosaner ha raccontato i segreti del curling e del suo rapporto con Constantini.
In Italia il suo sport è semi-sconosciuto, i professionisti sono “dieci, forse quindici, non di più”. Qualcuno crede sia una disciplina semplice: “Ci alleniamo due volte al giorno, in avvicinamento ai Giochi anche tre: due più la palestra. Noi ovviamente abbiamo un preparatore atletico che ci segue. Io poi credo che stare bene a livello mentale sia altrettanto importante”, spiega Mosaner. La parte atletica è cruciale anche nel curling: “Le stone pesano una ventina di chili ma non si fatica a lanciarle, non è quello il punto. La parte atletica è importante per la spinta dalla staffa, quel blocco da cui ogni giocatore comincia l’azione di lancio, e per la bocciata. Si allena la parte bassa del corpo ma anche la parte alta, che incide sulla spazzata: più sei pesante, più fai peso sulla scopa, più sei efficace”.












