I cavi tranciati sulla linea ferroviaria dell’alta velocità, a Bologna, con la rete ferroviaria in tilt. Le fiamme in una cabina elettrica vicino ai binari, nei pressi della stazione di Pesaro, creando panico e disagi. E poi la manifestazione di Milano, ufficialmente contro le Olimpiadi in realtà contro il governo Meloni gli Stati Uniti e Israele, dove la Polizia ha fermato sei persone dopo alcune cariche di alleggerimento per impedire ai manifestanti di bloccare la tangenziale e fermare il lancio di sassi e petardi contro gli uomini in divisa. Messi in fila così gli episodi di sabotaggio e violenze di piazza possono anche sembrare i pezzi di un puzzle ancora da comporre, visto che le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono appena iniziate. Ma la sensazione che questi tasselli vadano inseriti in quadro più ampio, facendo prefigurare una regia del terrore, si va facendo sempre più forte, diventando certezza. La vetrina internazionale dei Giochi usata per mettere in difficoltà l’Italia e il governo in carica, costi quel che costi.

Perché il corteo dei violenti di Torino, quello per Askatasuna di sabato 31 gennaio, con il passare dei giorni appare sempre più come una prova generale del terrorismo di piazza. A Milano, ieri, i terroristi rossi vestiti di nero, come lugubri figure seminatrici di terrore (cercando il morto, a questo punto...) hanno tentato il bis attaccando frontalmente la polizia, ma solo la ferma risposta delle forze dell’ordine ha impedito il bis di Torino, nonostante il lancio di petardi ad altezza d’uomo e la sassaiola contro gli agenti schierati in assetto antisommossa.