Il deserto di Riad non è bastato a proteggere il Principe William dall’onda d’urto che sta scuotendo Buckingham Palace. Mentre l’erede al trono si trova in Arabia Saudita per una delicata missione diplomatica – che ha sancito il disgelo con il principe ereditario Mohammed bin Salman, archiviando di fatto il caso Khashoggi – la sua attenzione è stata costretta a tornare prepotentemente a Londra, su un dossier che la Corona avrebbe preferito lasciare chiuso negli archivi del Dipartimento di Giustizia americano: il caso Epstein.
Per la prima volta, William e Kate hanno deciso di rompere il muro di silenzio eretto dalla “Ditta”. Attraverso un portavoce di Kensington Palace, i Principi del Galles si sono detti “profondamente preoccupati” per le “continue rivelazioni” che emergono dai nuovi file desecretati relativi al defunto finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. “Posso confermare che il Principe e la Principessa sono stati profondamente turbati dalle notizie emerse. I loro pensieri restano concentrati sulle vittime”, ha dichiarato il portavoce. Una nota breve, chirurgica, che non cita mai il nome che tutti hanno in mente: il principe Andrea.
La strategia del distacco
La scelta di parlare proprio ora, alla vigilia dell’arrivo di William a Riad, non è casuale. La monarchia sta cercando di tracciare una linea netta di demarcazione tra l’istituzione operosa – rappresentata dai Galles e dal Re – e il ramo “tossico” della famiglia, incarnato dall’ex Duca di York. Andrea Mountbatten-Windsor, già privato di titoli militari e del trattamento di Altezza Reale, è tornato al centro della tempesta mediatica dopo la pubblicazione dell’ultima tranche di documenti dagli USA, che hanno riacceso i riflettori sui suoi legami a doppio filo con Epstein e la complice Ghislaine Maxwell. Fino a ieri, la strategia era stata quella del “no comment”. Ma l’intensificarsi della pressione pubblica ha costretto i futuri sovrani a prendere una posizione etica, seppur indiretta, allineandosi con il dolore delle vittime piuttosto che con la difesa d’ufficio del parente.











