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Tre misure per alleggerire il canone: una rete dedicata a chi riparte dopo una separazione, la detrazione Irpef per i giovani con redditi bassi e un bonus legato alla mobilità lavorativa, gestito dal datore di lavoro

Il tema casa continua a essere uno dei punti più sensibili del bilancio familiare: l’affitto è una spesa che arriva puntuale ogni mese e lascia poco spazio di manovra quando i redditi non crescono allo stesso ritmo. Per questo il sostegno alla locazione viene costruito su più binari, ciascuno rivolto a una platea diversa: una misura nuova per genitori separati o divorziati che ripartono senza l’abitazione familiare, la detrazione confermata per i giovani con redditi contenuti e un incentivo legato alla mobilità dei lavoratori dipendenti che si trasferiscono per lavoro, con erogazione tramite datore di lavoro.

La misura prevede un fondo nazionale da 20 milioni di euro l’anno, previsto dal 2026, dedicato ai genitori separati o divorziati che non hanno mantenuto la casa familiare. Il requisito chiave è la presenza di figli fiscalmente a carico fino a 21 anni. L’idea di fondo è intervenire in un momento in cui la separazione può diventare anche un “trauma abitativo”, perché costringe a trovare un nuovo alloggio e a sostenere un canone aggiuntivo in una fase già delicata sul piano economico.