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L'egemonia dell'umorismo liberal stavolta ha vinto, Pucci non sarà a Sanremo

I vigilanti in quota "politicamente corretto quando ci pare" devono essere assai soddisfatti della missione svolta: il mausoleo sanremese è stato tutelato dalla deriva fascista/omofoba/razzista nella quale stava per impantanarsi dopo l'indecente invito rivolto al comico "palesemente di destra" Pucci.

I parlamentari del Pd, l'intrepido Codacons e un ciuffo di opinionisti particolarmente scaltri hanno preteso dalla Rai di sapere "cosa sta succedendo" e minacciato azioni in sedi opportune in caso di contenuti poco consoni all'inno "no Tele Meloni a Sanremo". L'allarme ha scatenato lo sdegno degli ovini del web sempre tempestivi nel belare contro le derive antidemocratiche, il gagliardo popolo dell'à la guerre comme à la guerre, consapevole che per vincere la battaglia il nemico vada colpito forte e ovunque, anche nei suoi affetti. L'indignazione del regime e del suo gregge è deflagrato potente in quanto loro, ormai assuefatti a una comicità comfort intrisa di ideologia woke grazie all'ottemperanza di comici politicamente corretti ma anche prepotentemente omologati al pensée unique a demonizzare voci discordanti, non potevano ignorare il turbamento di fronte a qualcosa di sconosciuto e incontrollabile.