Gli indirizzi e i numeri di telefono che si era appuntato durante la detenzione e che gli sono stati trovati addosso in seguito al tentativo di evasione. Le parole, poi, apparentemente farneticanti rivolte all’agente che lo aveva fermato («Sono più grandi di noi, se ci prendono ci ammazzano tutti»). E almeno un contatto misterioso avuto la notte del delitto di Denisa Paun.

È ancora un rebus, a distanza di quasi 8 mesi dalla confessione dei due delitti, la figura del killer delle escort Vasile Frumuzache. La procura di Prato continua a ritenere plausibile l’ipotesi che non abbia fatto tutto da solo durante i delitti, ancor più dopo alcuni particolari emersi con il clamoroso tentativo di evasione da Sollicciano.

Si cerca di capire tra le altre cose se numeri e indirizzi possano condurre a persone vicine al mondo della prostituzione, ambiente che a lungo gli investigatori hanno setacciato in seguito ai delitti di Denisa e Ana Maria Andrei.

Le ipotesi

Oltre a quella del killer solitario ossessionato dalle donne («Ho sempre reagito male ad un rifiuto», ha ripetuto durante gli interrogatori dei mesi scorsi) continua a restare aperta la pista secondo cui la guardia giurata romena avrebbe agito per conto di bande di sfruttatori, come una sorta di esecutore delle escort ribelli.