Non è la droga, né la politica filo-iraniana, né la nazionalizzazione chavista del petrolio venezuelano che sono costati a Nicolas Maduro la poltrona e la libertà. L’uomo che parla con l’anima di Hugo Chavez incarnata in un pettirosso è finito nei guai a causa del malocchio.

Nel maggio 2017, il leader indigeno di etnia Baniwa Liborio Guarulla, indossati i suoi paramenti da sciamano, tenne una conferenza stampa in cui lanciò contro Maduro, i suoi parenti e alleati, i «Dabucurí»: la maledizione degli spiriti della giungla e degli avi. «La maledizione va avanti gradualmente», spiegò, «come modo per ristabilire giustizia. Noi diciamo che non morirà senza soffrire, non morirà senza aver pagato le sue pene ed essere disprezzato da tutti».

Liborio aveva appoggiato inizialmente Chávez: era stato lui a scrivere gli articoli sugli indigeni nella Costituzione “bolivariana” e Hugo lo aveva ricompensato col governatorato dello stato di Amazonas dal 2001 al 2017. Ma poi si scontrò con Maduro che lo destituì. E Guarulla si vendicò da sciamano qual è.

L’iniziativa fu accompagnata da dichiarazioni pubbliche e immagini diffuse sui social network, che mostrarono i partecipanti riuniti in abiti tradizionali durante il rituale.