Caro direttore, consenta di affrontare la questione Maduro da un angolo visuale un po’ diverso da quelli dai quali è stato trattato finora. A Monte, in una chiave del tutto teorica, fondata però su principi etico-politici ben definiti, dovrebbe esserci una organizzazione internazionale dotata di una propria struttura politico-militare in grado di intervenire qualora i suoi massimi livelli direttivi decidano che si è davanti a inaccettabili violazioni delle norme del diritto internazionale.
Così avrebbe dovuto funzionare la società delle Nazioni negli anni ’30 e altrettanto dovrebbe fare l’Onu dagli anni ’40 in poi. Per ragioni che sarebbe troppo lungo qui ricostruire, entrambi queste organizzazioni internazionali hanno fallito. All’Onu il marcio sta già nella testa: nel consiglio di sicurezza, con potere di veto, ci sono nazioni quali la Russia, che ha sempre avuto una guida totalitaria, sia ai tempi del Pcus, di Stalin e di Breznev, sia adesso con la Russia unita di Putin, che ne hanno combinate di tutti i colori sul terreno della violazione della legalità internazionale (Berlino Est nel 1953, l’Ungheria, Praga, la stessa Polonia, e adesso prima la Crimea e poi l’aggressione alla Ucraina).












