Ma Elon Musk non era l’Anticristo, il simbolo stesso di un potere tecnologico e politico che sogna il dominio del mondo e che puntualmente si allea o fa il gioco dei “cattivi” e dei regimi autoritari del pianeta? Un duro colpo alla semplicistica narrazione della sinistra globale, e in particolar modo di quella italiana, è venuta ieri dalla notizia che SpaceX, l’azienda spaziale di Musk, ha interrotto, su richiesta del governo di Kiev, l’accesso ai russi a Starlink, il sistema satellitare che permetteva ai militari di Mosca al fronte di comunicare in modo preciso e sicuro.

In verità, i russi si erano procurati in modo illegale i terminali di Starlink, che sono invece in dotazione dell’Ucraina sin dall’inizio della guerra. Senza questo potente strumento, l’azione russa di penetrazione nel territorio ucraino risulta ora pesantemente indebolita e l’offensiva è destinata a rallentarein maniera significativa. Musk ha anche fatto in modo che i terminali di Starlink che superano una certa soglia di velocità perché installati sui droni siano automaticamente disattivati. Ma non ci era stato raccontato che Musk, pur di impinguare ail suo già ricco portafoglio, era disposto a tutto? E non ci era stato pure detto che l’establishment trumpiano, di cui Musk continua a far parte nonostante tutto, pur di non contraddire Mosca era disposto a umiliare Kiev e ancor più gli storici alleati europei? I quali, d’altro canto, alla prova dei fatti fanno poco e soprattutto non hanno in mano quelle carte che ha il potere tecnologico americano, cresciuto a dismisura proprio mentre da noi si faceva del tutto per disincentivare la ricerca e l’innovazione scientifica da cui è nato un sistema di satelliti per le comunicazioni così capillare quale è Starlink. Con questo, ovviamente, non vogliamo dire che Musk sia un coerente campione della libertà, né che la sua azione, come quella di Trump, sia esente da critiche o priva di contraddizioni.