Cinquemilatrecento volte Trump: gli Epstein Files, con foto e citazioni, stanno stringendo il cerchio intorno alla coppia presidenziale americana, sempre più incalzata e costretta a dover rispondere, smentire e spiegare la natura della relazione avuta con un’altra coppia, quella (sordida) composta da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell. Nel risico di intrecci fatto di soldi, potere e ambizione, Epstein per anni ha attirato nella sua rete una serie lunghissima di personaggi di varia estrazione, che oggi si ritrovano tutti a fare i conti con il loro passato. L’ultimo atto che va dritto dagli inquilini della Casa Bianca ha il volto di Brett Ratner.
Il regista 56enne, originario di Miami, ha firmato il documentario dedicato a Melania uscito nelle sale quest’anno, ma il suo nome e il suo passato non sono nuovi alle cronache e a risvegliarne il ricordo ci hanno pensato proprio gli Epstein Files: a ridosso dell’uscita della pellicola, dai documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano usciva la foto di Ratner seduto su un divano accanto al noto faccendiere, mentre stava avvinghiato a una ragazza dal volto accuratamente oscurato. Un’altra giovane, anche lei resa irriconoscibile per proteggerne la privacy, si appoggiava sulle spalle di Epstein ripreso con una espressione piuttosto assente. Dal momento, forse non casuale, della sua pubblicazione, questo scatto ha dato il via a speculazioni incontrollabili, compresa quella secondo cui la ragazza con la canotta bianca seduta accanto al regista sarebbe stata Melania Knauss, modella di origine slovena che nel 2005 diventerà la terza moglie del milionario Donald Trump.






