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Il capogruppo di Forza Italia attacca il consigliere di Cassazione per una chat in cui invitava a votare No al referendum sulla riforma della giustizia. Guardiano respinge le accuse, parla di attacchi inaccettabili e valuta azioni legali

“Dopo le dichiarazioni di Giorgia Meloni, di Mantovano e di Salvini, l’esultanza degli orfani di Berlusconi, rappresenta l’ultimo tassello che disvela il vero scopo di questa riforma punire la magistratura penale per avere svolto, non sempre in maniera soddisfacente, ma certo complessivamente in modo conforme al disegno costituzionale, il suo ruolo di contro potere democratico ben evidenziato da Pierre Rosanvallon. Ridurne gli spazi di indipendenza”. Questo, ricorda il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri, è quanto scrisse nell’ottobre dello scorso anno in una chat Alfredo Guardiano. Secondo il consigliere di Cassazione, membro dell’ufficio per il referendum sulla riforma della giustizia, la riforma intende “creare le condizioni per impedire che l’azione governativa incontri limiti” e, pertanto, ““la si deve respingere in blocco votando No”. Guardiano, si legge ancora sulla chat divenuta pubblica e che è stato possibile leggere su fonti aperte, non aveva dubbi: “Votando SÌ mi aspetto che i sostenitori di questa riforma, che si definiscono di sinistra, sfilino, del tutto legittimamente, ma finalmente senza ambiguità, sotto l’effige di Silvio Berlusconi”.