Cultura street non significa maranza, non significa baby gang. C'è quella ridotta a posa, a rumore di fondo, a caricatura generazionale; e poi c'è quella che nasce dallo studio, dalla disciplina e da una pratica quotidiana. Niente tirapugni e coltelli negli zaini, niente branco, ma solo una grande passione per la breakdance. Lo scorso fine settimana, tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, un gruppo di giovani trevigiani ha mostrato con chiarezza questa differenza, portando la breakdance su palchi di rilievo nazionale e internazionale. Sono i BluRoyals All Stars, la crew guidata da Roberto Baseggio, in arte Blue.

Venerdì l'appuntamento è stato a Innsbruck, dove i BluRoyals sono stati invitati a esibirsi al Technikerall, manifestazione internazionale che ha richiamato circa seimila persone. Senza soluzione di continuità, sabato sera c'è stato il rientro in Veneto per un'esibizione al Palaverde, in occasione di una partita di Imoco Volley. Il progetto BluRoyals nasce oltre dieci anni fa con un'impostazione precisa, lontana da quel "folklore" di strada che molti affibbiano a questa arte. «Il breaking non è solo una disciplina artistica spiega Baseggio ma uno stile di vita. Richiede rispetto, costanza, sacrificio, conoscenza del proprio corpo e della cultura da cui proviene».