Lorenzo Jovanotti ha presentato “JovaYork – La musica dell’anima” su Sky che svela non solo il “making of” del suo ultimo album “Niuiorcherubini”, ma anche la città americana vista dagli occhi del cantautore. In una conversazione con “Il venerdì” de “La Repubblica”, l’artista ha raccontato del suo percorso musicale, ma anche di alcuni eventi privati legati al passato, ma anche al presente.

“Una volta ho chiesto a De Gregori: ‘Ma perché quando uno ha vent’anni scrive venti canzoni al giorno e poi ci vogliono 200 giorni per scriverne una?’. – ha ricordato Jovanotti – Lui mi ha dato una risposta molto bella: ‘quando hai vent’anni sei dentro a un mondo che ti riflette e che tu rifletti, devi semplicemente riportare in versi quello che vivi’. La musica è una cosa da ragazzi, ha a che fare con la formazione delle tue idee, con il corpo, la vitalità, la sessualità. È una danza, poi può anche essere un lento, ma è quella roba lì”.

Jovanotti è sempre on the road, che sia una bici o altro mezzo: “Andarmene per me è sempre stata la spinta principale, fin da bambino. Se me lo avessi chiesto a due anni, avrei detto: voglio andar via. Percepivo una pazzia e non volevo starci dentro. Le famiglie sono tutte una follia, ma sono come la democrazia: non c’è niente di meglio“.