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Ultimo aggiornamento: 9:03

La motosega si abbatte contro la stampa e prova a eliminare ottant’anni di diritti. È già in agenda, a Buenos Aires, l’abrogazione degli Estatutos che dal 1946 tutelano i diritti dei giornalisti professionisti e degli impiegati amministrativi degli editori, rispettivamente Legge 12.908 e Decreto legge 13.839/46. L’eliminazione delle norme – che fanno da scudo per la categoria – è prevista nell’articolo 194 del progetto di legge di Modernizzazione del lavoro, che dal 11 febbraio sarà discussa al Senato, dove il presidente Javier Milei sostiene di contare su più di 40 voti, superando il quorum, poiché i senatori sono 72. Il dibattito sulla riforma del lavoro era previsto a metà dicembre ma è slittato a causa delle manifestazioni di piazza indette dalla Confederación general del trabajo, la più antica sigla sindacale argentina.

Ora, con l’avvicinarsi della discussione parlamentare, i legislatori hanno ricevuto, domenica, una richiesta sottoscritta da 3mila giornalisti – tra cui Hugo Alconada Mon, Alejandro Bercovich e Silvia Mercado – per i quali l’abrogazione degli statuti comporterebbe “una grave regressione per la libertà di stampa, il diritto all’informazione e la qualità democratica” del Paese sudamericano. I 3mila sottolineano la loro disponibilità al dibattito e si oppongono “fermamente a un’abrogazione senza la partecipazione di chi esercita la professione”. Ma l’esecutivo tira dritto, apporta qualche lieve modifica alla bozza e lascia inascoltata l’istanza dei giornalisti.