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La squalifica di Passler non ha inciso, si sogna in grande: "Basilare partire forte"

Non c'è tempo per studiare gli avversari: alle Olimpiadi si entra in scena sparando subito. L'Italia del biathlon lo fa affidando a Tommaso Giacomel la prima frazione della staffetta mista che oggi, ad Anterselva, alza il sipario sui Giochi di Milano Cortina. Una scelta netta, quasi una dichiarazione di intenti. Si parte forte, senza calcoli, nella gara che più di ogni altra misura compattezza e nervi di una squadra.

Giacomel non è un azzardo. In questa stagione ha indossato a lungo il pettorale giallo di leader della Coppa del mondo (adesso è secondo dietro al francese Pierrot), confermandosi come uno dei biatleti più continui del circuito. Toccherà a lui rompere l'equilibrio iniziale, affrontare per primo il poligono, dare ritmo alla gara su una pista che conosce palmo a palmo. Un ruolo delicato, da rompighiaccio, che richiede lucidità e freddezza. Dopo di lui Lukas Hofer, poi Dorothea Wierer e infine Lisa Vittozzi: un quartetto che mescola esperienza, talento e sangue freddo. Hofer è una garanzia nelle frazioni centrali, Wierer porta in dote il carisma della campionessa, mentre Vittozzi avrà il compito di chiudere, con tutto il peso delle aspettative sulle spalle.