Nell’ultima settimana di gennaio il mercato dell’auto da collezione ha tenuto fede al suo appuntamento a Parigi. La presenza della 50ª edizione di Retromobile, la più importante fiera europea del settore, in agenda dal 3 al 7 febbraio, ha visto ben cinque case d’asta sfidarsi proponendo quattro vendite in presenza e una online, lusingando così l’offerta dei commercianti in fiera.

I risultati sono complessivamente positivi, con un ricavo totale delle aste dal vivo di circa 155 milioni di euro (comprese alcune vendite avvenute nell’immediato dopo-asta, come spesso accade in questo ambito), in decisa crescita rispetto all’anno scorso, nonostante la percentuale di venduto sia scesa a tre lotti su quatto.

Ben otto dei dieci realizzi più cari sono Ferrari, di cui la metà con meno di 30 anni. Lo ‘svecchiamento’ demografico che favorisce modelli più recenti sembra continuare, nonostante i due lotti oltre la soglia dei 10 milioni di euro siano Ferrari classiche del 1966 e 1960, entrambe vendute da RMSotheby’s. Forte domanda per le vetture del Cavallino ad edizione limitata dal 1984 agli inizi del nuovo millennio. Ci si trova, dunque, davanti ad un mercato sempre più diversificato, in cui l’elemento qualitativo diviene fondamentale soprattutto per le auto più antiche, dove solo gli esemplari eccezionali per storia qualità e rarità suscitano interesse.