Dal sesso “necessario allo sviluppo dei personaggi” all’effetto balsamo di una trama che “dà luce in un momento buio”: a chi piace Heated Rivarly e perché, nelle parole del regista
di Silvia Schirinzi
Jacob Tierney ha 46 anni, è originario di Montréal, in Canada, e nella vita ha fatto l’attore, il produttore, lo screenwriter, il regista. Nemmeno lui, a dirla tutta, si aspettava il successo stratosferico di Heated Rivalry, la serie che ha diretto con molte difficoltà e un piccolo budget, e che dal 13 febbraio arriva in esclusiva in Italia su Hbo Max, un episodio a settimana. Inizialmente prodotta per Crave, piattaforma di streaming canadese, grazie al passaparola su internet lo show è diventato un vero e proprio fenomeno (un ruolo l’ha svolto anche Hbo, che l’ha prima distribuita negli Stati Uniti e in Australia e poi nel resto del mondo). Dal debutto del 28 novembre, sono nate pagine social dedicate agli attori protagonisti, Connor Storrie e Hudson Williams, fanfiction (le storie amatoriali che i fan scrivono prendendo spunto da personaggi di libri, film, serie tv e videogiochi, ndr), meme, podcast e video di commento sia sulla serie che sui romanzi da cui è tratta, scritti da Rachel Reid (Heated Rivarly è il secondo volume di sette, ne arriva uno nuovo entro la fine dell’anno).








