CAERANO (TREVISO) - Dopo la "dieta" Geox, ora anche la "sorella" Diadora, controllata dalla cassaforte della famiglia Moretti Polegato, parte con la riorganizzazione. Siglato l'accordo per le uscite su base volontaria di 27 dipendenti. Una decisione, sottolinea l'azienda, necessaria per "cambiare pelle": la storica impresa di calzature e abbigliamento sportivo di Caerano ha scelto di posizionarsi su una fascia di mercato più alta, e si riorganizza di conseguenza. Insomma, il comparto della calzatura e dell'abbigliamento sportivo non vive certo una fase semplice.
Ma Diadora che chiude l'anno con ricavi in calo a 146 milioni di euro (nel 2024 erano stati 158) ma in utile evolve non tanto per "difendersi" da un mercato meno soddisfacente, piuttosto per aggredirlo, inseguendo le sue nuove tendenze.
Dunque Diadora Spa e le organizzazioni sindacali Femca Cisl Belluno Treviso e Filctem Cgil Treviso hanno firmato un accordo che conclude «positivamente» la procedura di licenziamento collettivo avviata nei giorni scorsi e che riguarda 27 dei 199 dipendenti.
L'intesa, sottoscritta mercoledì nella sede di Confindustria Veneto Est, a Treviso, è l'esito di un confronto che, fanno sapere le parti, si è svolto «in maniera costruttiva e responsabile», con l'obiettivo di governare una riorganizzazione «ritenuta necessaria per salvaguardare la competitività dell'impresa».






