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Gli spari in casa. Mosca sotto choc: "Vogliono sabotare i negoziati". Erano spente le telecamere di videosorveglianza. Il militare, numero due del Gru, è in fin di vita

Il tentativo di assassinio del generale Vladimir Alekseev segna un salto di qualità nella cronaca del conflitto. Non tanto per la gravità del gesto in sé, quanto per il momento in cui avviene: una fase di estrema fragilità dei negoziati, mentre Mosca punta il dito contro Kiev indicandola come mandante.

Ieri mattina alle 7 una persona non identificata ha sparato diversi colpi contro l'ufficiale all'interno dell'edificio in cui vive sulla Volokolamskoye, (Nord-Ovest della capitale), per poi dileguarsi. Il generale stava uscendo di casa: un'auto di servizio con autista lo attendeva in strada. All'ingresso si sarebbe imbattuto nell'aggressore, introdotto nel palazzo fingendosi un fattorino. Alekseev è stato colpito più volte. Al braccio, alla gamba, poi al petto. Avrebbe tentato di reagire, di disarmare l'attentatore. "La sua resistenza non ha permesso all'aggressore di finirlo", riferiscono fonti investigative. È stato trasportato d'urgenza in ospedale, e il bollettino medico parla di condizioni gravi, di ricovero in terapia intensiva e di forte emorragia. Alcuni colpi avrebbero raggiunto organi vitali. L'ingresso del palazzo è stato isolato, i residenti sottoposti a controlli.