Si rintanava in un locale abbandonato in via degli Irpini di proprietà del Comune e ridotto a covo di degrado M. M., il picchiatore tunisino di mamme e bambini diventato l’incubo di San Lorenzo. A riferire a Il Tempo di averlo visto entrare e uscire dal locale nei giorni subito precedenti alle ultime aggressioni sono stati i residenti del quartiere, ormai stanchi di essere sotto scacco degli sbandati e determinati a ribellarsi alla paura di imbattersi ancora nel senzatetto che ha più volte sferrato pugni in faccia a donne e minorenni. L’immobile, in condizioni igienico-sanitarie allarmanti, ai civici 3, 7, 9 e 11, è registrato negli elenchi del patrimonio immobiliare di Roma Capitale e, come dichiarato dall’assessore municipale alle Politiche Sociali, Gianluca Bogino, «non è affidato al Municipio II». Si tratterebbe, quindi, di un’area grigia a pochi passi da due luoghi di ritrovo della Capitale - la sede romana di Soho House, club esclusivo per artisti e creativi, e il dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco dell’Università La Sapienza - ora ricettacolo di rifiuti e rifugio di disperati.