Sono passati esattamente settant'anni da quando Cortina d'Ampezzo ospitò i suoi precedenti Giochi olimpici invernali, allora i primi a svolgersi in Italia. Durante l'evento, che si tenne tra il 26 gennaio e il 5 febbraio 1956, di neve ce n'era poca, una ventina di centimetri in paese a 1200 metri.
Tuttavia stava iniziando quella che, insieme all'episodio del 1929, fu la più lunga e intensa ondata di gelo del Novecento in Europa centro-meridionale, che sarebbe poi culminata a metà febbraio con temperature fino a -20 °C nella “Perla delle Dolomiti”, -23 °C ad Asiago (1000 m), -27 °C a Dobbiaco (1250 m) e, in Pianura Padana, -11 °C a Milano-Brera ma perfino -26 °C per inversione termica sulle campagne innevate intorno a Bologna. Le gelide correnti da Nord-Est lasciarono per lo più a secco le Alpi interne, concentrando le nevicate, anche sotto forma di inusuali bufere, lungo la penisola, in Sardegna e Sicilia, dove si imbiancarono eccezionalmente Cagliari, Palermo, Agrigento e, ancora più a Sud, l'isola di Linosa.
Quest'anno, dopo un inizio d'inverno dai prati secchi e brulli sul comparto centro-orientale delle Alpi, la neve naturale è finalmente arrivata con le perturbazioni di fine gennaio e di questa settimana: giovedì mattina il manto nevoso era spesso 52 cm a Cortina e a Livigno, e 68 cm a Bormio 2000, per citare anche altre località in cui si terranno le gare.













