Wadi Rum (Giordania), 6 feb. (askanews) – “Sappiamo che il 2033 (Giubileo della Redenzione di Cristo, ndr) è un anno di programmazione di un grande evento in tutta la Terra Santa. Io ricordo quando venne Papa Francesco, il primo luogo che visitò fu la Giordania, poi passò in Israele e l’accoglienza fu grande. Andò nel luogo del Battesimo. Abbiamo la certezza che Papa Leone ha un desiderio molto grande e molto profondo di venire in questa terra. Tutti i Papi, da Paolo VI in poi sono venuti in Giordania e hanno dato testimonianza del valore e del significato profondo che questa terra giordana, insieme a Israele e Palestina, ha per il popolo cristiano”. Ad auspicare che Papa Prevost possa recarsi in Giordania è don Giovanni Biallo, assistente spirituale dell’Opera romana pellegrinaggi, che si trova in Giordania per accompagnare un gruppo di giornalisti e sacerdoti nel Paese arabo.
“La sicurezza in Giordania – dice – è sempre stata grande, totale. Siamo venuti continuamente anche nei momenti più difficili e di maggiore tensione in Israele e Palestina. La Giordania è un paese che persegue la pace, e quindi è ricercato dai pellegrini, dai visitatori di tutto il mondo per la bellezza dei luoghi e per noi pellegrini, per noi persone di fede, per noi cristiani, per il significato profondo che questi luoghi hanno nel contesto della tradizione cristiana”.






