Prima un’educatrice e un’assistente sociale prese a martellate per una casa popolare, poi un’impiegata dell’Inps aggredita per i ritardi del reddito di inclusione. Con tanto di botte alla guardia giurata e ai carabinieri intervenuti poco dopo: «Servono interventi politici per arginare il disagio sociale e tutelare i lavoratori» scrive la Cgil in una nota.
È stato lo stesso sindacato a denunciare il primo episodio, avvenuto martedì nella sede di Venaria Reale del Cissa, il Consorzio dei servizi socioassistenziali. Un uomo di 58 anni aveva un appuntamento per il suo trasferimento in un appartamento di edilizia pubblica. Si è presentato al colloquio con un martello nascosto nello zaino e, dopo avere preteso di avere subito l’alloggio e un contributo, lo ha tirato fuori per colpire alle gambe le due dipendenti del Cissa. Le donne sono poi finite in ospedale mentre i carabinieri della Compagnia di Venaria hanno arrestato il 58enne per lesioni aggravate e violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
Alle 15 di mercoledì, invece, un uomo di 37 anni si è presentato all’Inps di corso Vittorio Emanuele II lamentando un ritardo nella sua pratica per il reddito di inclusione. Per questo ha iniziato a insultare e minacciare l’impiegata, lanciandole contro una sedia. Sono accorsi prima la guardia giurata in servizio nell’ufficio e poi i carabinieri del Nucleo Radiomobile, a loro volta aggrediti a calcio e pugni. E anche il 37enne è finito in manette.










