(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta all'insegna delle prese di beneficio per Banco Bpm, all’indomani della pubblicazione dei conti 2025. Nel complesso l'anno si è chiuso con un utile netto di 2,08 miliardi, +8,4% rispetto al precedente e sopra la guidance. A perimetro costante e senza il contributo di Anima - consolidata dal secondo trimestre - l’utile scende però del 7,8% a 1,8 miliardi, un dato che contribuisce a spiegare la reazione del mercato. Le prese di beneficio arrivano quindi nonostante alcuni risultati superiori alle attese, con l’attenzione degli investitori che si concentra anche sugli oneri operativi una tantum. La banca ha infatti registrato costi straordinari lordi per 76,8 milioni, sostenuti per operazioni di carattere straordinario come la già citata acquisizione di Anima, la razionalizzazione della rete di filiali e, come precisa l’istituto, gli oneri "sostenuti a tutela degli interessi dei propri azionisti in relazione all’ops UniCredit". Sul fronte della remunerazione, il cda proporrà un dividendo complessivo di 1 euro per azione, per un ammontare di 1,5 miliardi e un payout all’80%, con la banca che conferma la fiducia di poter mantenere la stessa cedola anche nel 2026.
Debole Banco Bpm, pesano conti trimestrali in chiaroscuro
Non bastano l'aumento dell'utile sopra le attese e il dividendo da 1 euro con fiducia sulle prossime distribuzioni di cedole








