Semestre da mettere negli annali della Bpm Banco Bpm con un utile netto record di 1,21 miliardi, in crescita del 61,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 e superiore ai circa 1,16 miliardi previsti dagli analisti. I proventi operativi sono cresciuti dell'8,2% a 3 miliardi, con margine di interesse a 1,6 miliardi (- 7%) e commissioni nette a 1,2 miliardi (+ 15,3%). Stabili (+ 0,7%) a 1,35 miliardi gli oneri operativi. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet 1 è oltre il 13,3%, superiore rispetto al target di piano del 13% post acquisizione di Anima. E questo livello fa giustizia dei dubbi manifestati da Unicredit nel corso dell'Ops ritirata per il mancato riconoscimento del Danish Compromise. L'istituto conferma target dell'utile 2025 a circa 1,95 miliardi e prevede un acconto dividendi per il 2025 pari a circa 700 milioni (+ 17% sul 2024), pari a una cedola per azione di 0,46 euro.
Per quanto riguarda la partecipazione al risiko di Piazza Meda ora che si è liberata della passivity rule dell'Offerta di Unicredit, Castagna si è mostrato cauto. «Aspetteremo dopo il primo round di consolidamento per vedere quale sarà la situazione», ha risposto Castagna alle domande degli analisti che gli chiedevano di possibili mosse della banca ora che ha la libertà di movimento: «Alcune cose, per così dire, mostrano la via, come la nostra partecipazione del 9% in Mps. Vedremo che cosa succede a Mps dopo la transazione su Mediobanca». Ma le strade di Bpm non possono prescindere dal Credit Agricole che ha annunciato di avere il 20,1% grazie a uno 0,3% in derivati e ha chiesto alla Bce l'autorizzazione per avvicinarsi al 30%.











