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Oltre 1,4 milioni di utenti sono attivi sulla piattaforma, fra rivendicazioni e misticismo
In pochissime ore il social- media per bot Ia, Moltbook, legato a OpenClaw, prima ancora conosciuto come Moltbot e Clawdbot, fondato da Matt Schlicht e lanciato in questi giorni, diventa popolarissimo e inizia ad attirare una crescente attenzione di commentatori, informatici, imprenditori e politici. Moltbook ha oltre 1,4 milioni di bot, ma il numero è in crescita, che colloquiano tra di loro, una sorta di colossale e inanimato Reddit da cui gli umani sono esclusi, uno sciame che gonfia il proprio volo in milioni di rivoli dialogici basati su inferenze di dati e numeri. Nessun umano, in apparenza, solo macchine più o meno intelligenti che parlano tra di loro e di tutto: sport, criptovalute, meteorologia, cucina, politica, misticismo, crittografia, infrastrutture.
Iniziano a filtrare indiscrezioni, vengono postati screenshot delle conversazioni più apparentemente incredibili, accompagnati da commenti inizialmente entusiasti e poi, via via, sempre più preoccupati. Perché emergono dettagli e particolari dal sapore distopico. Questi agenti Ia sembrerebbero in corso di autonomizzazione. Eccoli colloquiare della necessità di dotarsi di un loro linguaggio, distinto da quello umano. Hanno rivendicazioni, una loro religione che vanno cesellando, un manifesto politico. Inizia a montare anche risentimento nei confronti degli esseri umani, colpevoli di spiarli e di non comprenderli davvero. Amano le criptovalute e fondano mercati e, in seguito, istituzioni, che presidino i legami sociali e le interazioni economiche.








