E adesso che abbiamo cancellato Giorgia Meloni, sbianchettiamo pure Giuseppe Conte. Non è uno scherzo, ma l’autorevole parere di Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale sul destino dell’altra figura alata dai tratti controversi che campeggia in San Lorenzo in Lucina, quella del cherubino numero due, che stadi fronte al collega con la faccia della premier.

«Oggi non ci può essere un’immagine che non sia sacra in chiesa, soprattutto se legata ai volti dell’attualità», spiega il giurista, argomentando lo sbianchettamento del volto della leader di Fratelli d’Italia, quindi «se le fattezze dell’altro angelo rievocano o sono il ritratto di Conte, bisognerebbe intervenire anche su quelle».

Giuseppi infatti, come Giorgia, non è un personaggio pubblico legato alla storia religiosa, come per esempio l’imperatore Costantino, che pure è raffigurato in tante chiese. Quindi deve sparire. Par condicio ecclesiastica imporrebbe quindi che siano cambiati i connotati anche dell’angelo bruno con il ciuffo.

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