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Via libera al nuovo pacchetto, tutele in più per gli agenti e per la legittima difesa. Piantedosi: "Non sono norme liberticide". Nordio: "Evitiamo il ritorno delle Br"
Pugno duro contro picchiatori rossi e baby gang. Maggiori tutele per le forze dell'ordine. Il governo Meloni vara il pacchetto sicurezza. Due provvedimenti, un decreto legge e disegno di legge, per dare una sterzata decisiva sul fronte sicurezza. Le due misure cardine dell'intervento dell'esecutivo sono il fermo di 12 ore (con possibilità del pubblico ministero di revocarlo) per soggetti ritenuti pericolosi in caso di manifestazioni pubbliche e una maggiore tutela per forze dell'ordine e chi agisce per legittima difesa. Rientra nel maxi pacchetto la stretta contro i coltelli. Due provvedimenti legislativi, arrivati - come spiega il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi - dopo un'ampia interlocuzione con il Quirinale.
In conferenza stampa Piantedosi sottolinea il lavoro messo in campo nelle ultime settimane in raccordo con il Colle: "Il Governo ha approvato, dopo una proficua discussione, due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso di approfondimento sui versanti della sicurezza e dell'immigrazione". E ribadisce un punto, che allontana anche le critiche della sinistra: "Il fermo di prevenzione non è una misura liberticida, in molti ordinamenti è presente, e c'è il rapporto con l'autorità giudiziaria, a cui viene comunicato che la persona è accompagnata in un ufficio di polizia e trattenuta fino a due ore. Se poi dovesse ravvisare che non ci sono le condizioni può disporre la liberazione: è stato sempre così nella nostra formulazione, conosciamo i limiti fissati dalla costituzione sulla limitazione della libertà personale".







