CORTINA - Corea-Italia di curling è la prova scientifica dell'esistenza di un fenomeno soprannaturale: il ghiaccio bollente. Il termometro dello stadio olimpico di Cortina, gloria e vanto della Conca fin dal 1956, segna meno 3 gradi a terra, ma la temperatura percepita sugli spalti è da torcida latinoamericana. Pensare che in campo ci sono squadre che più nordiche non potrebbero: Gran-Bretagna-Estonia, Cechia-Svezia, Norvegia-Stati Uniti. Il fatto è che in pista D a lanciare e spazzare sono i beniamini del Nordest, cioè l’ampezzana Stefania Constantini e il cembro Amos Mosaner, la coppia d’oro che al debutto nel doppio misto si impone 8-4 su Kim Seonyeong e Jeong Yeongseok, stemperando nel gioco le polemiche sulla formazione selezione femminile decisa dal direttore tecnico Marco Mariani, salvo poi capitolare in serata con il Canada.
Ma tant’è, l’esordio della giornata è indicativo del clima. E delle aspettative, suggellate dal cimelio d’incoraggiamento, recuperato dai tifosi del Team Constantini per l’idola di casa: «Questa è una delle stone che Stefania usava per allenarsi prima di vincere l’oro olimpico e il campionato mondiale. È un sasso di 20 anni proveniente da Torino 2006». Ed è rosso, colore che oggi tocca ai sudcoreani, mentre gli italiani hanno il giallo. Tutta bianca è invece la mascotte che intrattiene gli spettatori, introdotta dal presentatore con l’enfasi che si conviene a una vera diva: «Tina è molto entusiasta di vivere un'atmosfera così speciale all'interno dello stadio, fate sentire l’applauso! Tina è una bellissima ermellina, è la sorella di Milo e sa anche ballare. Ma ora gli atleti sono pronti, è il momento che aspettavamo, inizia il conto alla rovescia. Battete le mani, vogliamo sentire la vostra bella energia».














