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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:02
I veicoli prodotti in Europa? Dovrebbero avere un trattamento preferenziale, in accordo con quanto sostenuto dal recente “pacchetto Automotive” prodotto dalla Commissione UE. A chiederlo sono Oliver Blume e Antonio Filosa, ai vertici rispettivamente di Volkswagen e Stellantis, che hanno lanciato un appello alle istituzioni europee per la tutela dell’automotive Made in Europe. Per i due manager, le vetture prodotte nell’Unione che soddisfino determinati criteri ambientali, dovrebbero beneficiare di incentivi all’acquisto nazionali e di corsie preferenziali negli appalti pubblici.
Riguardi che, in realtà, sono in larga parte già predisposti da Bruxelles: infatti, fino al 2035 i car makers beneficeranno di “super crediti” per le piccole auto elettriche – lunghe fino a 4,2 metri – prodotte nell’Unione Europea e vendute a prezzi accessibili. Non solo, il fatto che un veicolo a basse o zero emissioni sia “Made in EU” sarà un prerequisito per beneficiare di un sostegno finanziario pubblico. Tutto ciò per cercare di arginare l’avanzata delle marche cinesi che, però, stanno aprendo stabilimenti produttivi pure in Europa per dribblare i dazi (e che godranno, evidentemente, dello stesso trattamento preferenziale riservato a chi punta sull’Europa).







