Roma, 5 feb. (askanews) – In occasione della Giornata Internazionale Contro le Mutilazioni Genitali Femminili (6 febbraio), sancita dalle Nazioni Unite per contrastare questo crimine contro l’umanità, si è tenuto presso We Gil – spazio culturale della Regione Lazio l’incontro voluto da Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio Civile – Regione Lazio) e organizzato dall’Associazione di promozione sociale A.N.G.E.L.S. – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà, che dal 2008 si occupa di diritti e cure mediche di donne e bambini.
Durante l’incontro si è discusso con personalità del mondo istituzionale, politico, culturale, giuridico e sociale di questo terribile crimine contro l’umanità, le cui vittime sono presenti in Italia per via dei flussi migratori. Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità) ha ringraziato l’associazione A.N.G.E.L.S. ribadendo la necessità di tutelare le vittime mutilate data l’incidenza del fenomeno anche in Italia.
Il Senatore Maurizio Gasparri (Capogruppo Senatori Forza Italia – Senato della Repubblica) ha evidenziato come i diritti umani devono essere tutelati da un livello di priorità. La tutela dell’integrità fisica ed il diritto alla salute in primis. Ha esortato Paravia a continuare con la parte artistica del progetto che ha definito coraggiosa e di forte impatto. La Sen. Cinzia Pellegrino (Membro Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani – Senato della Repubblica), ha dichiarato: “Quando si parla di mutilazioni genitali femminili è necessario innanzitutto chiarire che non sono riti di derivazione musulmana, come erroneamente ritenuto da molti, ma una macabra usanza che attraversa confini culturali, religiosi e geografici. In Italia il reato di mutilazioni genitali è stato introdotto con la legge Consolo, ma anche a fronte dell’aumento delle adozioni e dei flussi migratori è necessario rafforzarne l’efficacia. Con la mia proposta di legge chiedo la predisposizione di rapporti annuali sulla sua attuazione, l’obbligo di formazione per i professionisti sanitari e l’ampliamento della nozione di pratiche rituali che comportino la rimozione dei genitali femminili, da considerarsi perseguibili come reato. Fermiamo questo genocidio silente”.







