Roberto Vannacci viene accusato di aver usato la Lega come taxi per la sua carriera politica e di strizzare ora l'occhio al centrosinistra.

È difficile capire quanto di vero, verosimile o palesemente falso ci sia nel mare magnum di foto, email e video che circolano freneticamente online riguardo le attività illegali portate avanti da Jeffrey Epstein nella sua isola degli orrori ai Caraibi e nel suo Zorro Ranch in New Mexico, o nella villa di Palm Beach. Il Dipartimento di Giustizia americano (Doj), che ha diffuso i 3,5 milioni di file, che stanno facendo cadere più di una testa nell’élite progressista che frequentava il faccendiere, ha avvertito che il materiale appena pubblicato può contenere documenti «falsi o falsamente presentati». Di appurato finora c’è quanto ha portato all’incriminazione del finanziere nel 2008: dopo essersi dichiarato colpevole, Epstein è stato condannato per adescamento e per aver avviato ragazzine e ragazzini minorenni alla prostituzione. Poi è stato nuovamente arrestato nel 2019 con l’accusa federale di traffico di minori, morendo suicida in carcere poco dopo.

Neanche dipinta sul muro, e non è una metafora. Il Vaticano ha assecondato l’urgenza fisiologica della sinistra italiana e al grido «Vade retro Giorgia» ha imposto di oscurare al volo il volto dell’angelo nella cappella di San Lorenzo in Lucina a Roma, accostato (con qualche ragione) al profilo della premier Meloni. Ieri, evidentemente così terrorizzato da perdere il sonno e la faccia (la sua), il restauratore Bruno Valentinetti ha preso il pennello e ha tirato due mani di calce sul cherubino cancellandone le fattezze per non avere ulteriori grane dai datori di lavoro in tonaca.