Guglielmo Gatti, condannato all'ergastolo per il duplice omicidio degli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo, uno dei casi di cronaca nera più efferati e seguiti della storia bresciana, è morto quasi tre anni fa.

Il decesso risale al 15 giugno 2023 ed è avvenuto nel carcere milanese di Opera, dove l'uomo era detenuto dall'8 novembre 2007. Peccato però che nessuno lo sapeva, neanche il suo legale.

La notizia è infatti emersa solo nelle ultime ore, in modo del tutto casuale, durante l'iter avviato per una richiesta di intervista televisiva. Agli atti giudiziari, accanto alla dicitura "fine pena 10-06-2110", compare infatti una nota asciutta: "Data uscita dal carcere 15-06-23. Motivo: decesso". Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna informazione pubblica.

Spiazzato anche il suo storico legale, l'avvocato Luca Broli: "Non ne sapevo nulla", ha confermato, ricordando come anni fa Gatti, di fronte all'ipotesi di una revisione del processo, avesse detto: "voglio essere dimenticato". E così è stato. Gatti è morto a un mese dal compimento dei 59 anni. Nato il 21 luglio 1964, non aveva più genitori e gli unici parenti stretti erano proprio gli zii che uccise nell'estate del 2005 nella loro abitazione di via Ugolini, a Brescia. Dopo averli assassinati, ne smembrò i corpi nel garage della villetta bifamiliare, definito all'epoca un "mattatoio" dall'allora procuratore capo Giancarlo Tarquini, per poi abbandonare i resti tra il Bresciano e le montagne della Valcamonica.