Cominciano le gare di curling a Milano Cortina 2026 e, come ciclicamente accade ogni quattro anni, torniamo a incantarci di fronte alle squadre di appassionati atleti che lanciano una pietra con manico su una superficie ghiacciata, mentre altri spazzano con frenesia la superficie di fronte a essa, sperando di raggiungere gli anelli concentrici che formano l'obiettivo. Una specie di gioco delle bocce rivisitato e, soprattutto, ghiacciato, che non smette di far sorridere ma anche riflettere sulla complessità di una pratica che ci sembra tanto coreografica quanto incomprensibile. E se il curling riemerge alla nostra attenzione solo in occasione dei Giochi olimpici invernali, la sua storia è invece plurisecolare e ammantata di non poche peculiarità.Come è nato il curlingNel 1540 un notaio di Paisley, in Scozia, di nome John McQuhin scrisse un atto in latino riguardante la disputa tra John Sclater, un monaco dell'abbazia di Paisley Abbey, e Gavin Hamilton, rappresentante dell'abate, che si svolse dopo che uno dei due aveva lanciato per tre volte una pietra sulla superficie di un lago ghiacciato. Questa è considerata la prima testimonianza scritta della nascita del curling, disciplina olimpica tra le più curiose ma anche misteriose. Quasi tutti concordano che questo sport sia nato appunto in Scozia nel XVI secolo, periodo in cui nell'Europa del nord i cambiamenti climatici di allora portarono a inverni particolarmente rigidi e quindi alla frequente solidificazione delle acque superficiali di laghi e fiumi. Dunque la pista perfetta (e naturale) per praticare questa nuova attività ricreativa, spesso chiamata anche roaring game, il gioco che ruggisce, per via del suono prodotto dall'attrito della pietra sulle goccioline d'acqua che si formano sul ghiaccio.La parola curling (dal verbo to curl, spostarsi secondo una traiettoria curva, come fa la pietra al centro del gioco) appare in forma scritta per la prima volta nel 1620, nei versi del poeta scozzese Henry Adamson (“His hats, his hoods, his bels, his bones, His allay bowles, and curling stones…”), ma le attestazioni di una diffusione di questo sport sono ancora precedenti: a un certo punto, dal prosciugamento di uno stagno a Dunblane, nella Scozia centrale, sono emerse due pietre da curling incise con le date 1511 e 1551. Sempre in quel periodo in due dipinti del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio (Cacciatori nella neve del 1565 e Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli del 1566) si vedono dei contadini intenti a praticare un'attività che sembra in tutto e per tutto il curling. Tra Scozia e Paesi Bassi all'epoca c'erano frequenti scambi culturali e commerciali, e ciò spiega la precisione con cui Bruegel dipingesse quest'attività.By Pieter Bruegel il Vecchio, Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli (1566)Google Arts & Culture/WikipediaIl Kilsyth Curling Club, dell'omonima città scozzese, è considerato il primo club di curling ufficiale al mondo, costituito nel 1716 (e attivo ancora oggi), mentre il Comitato Olimpico Internazionale riconosce che sia il Royal Caledonian Curling Club, fondato nel 1838, ad aver formalizzato per la prima volta le regole del gioco: da esso sarebbe poi nata la World Curling Federation, ancora oggi con sede a Perth. In principio, le pietre che venivano lanciate erano semplicemente massi dalla forma schiacciata e levigata che venivano rinvenuti sui fiumi o nei campi, che non avevano precisi requisiti né manici (a volte solo dei buchi scavati per infilarci le dita, in modo simile alle palle da bowling) e dunque i lanciatori si affidavano più al caso e alla fortuna che alla tecnica. Nel corso degli anni sono state introdotte diverse regole - anche molto complesse - su peso e forma delle pietre, dimensioni del campo e struttura delle partite e oggi è lo skip (il caposquadra) a dare precise istruzioni - spesso urlando! - ai lanciatori su curl, forza e traiettorie, ma anche agli scopatori su come “spazzare” la superficie di fronte alla pietra per farla scivolare.Il successo del curlingAgli scozzesi si deve anche la diffusione di questo sport nel mondo: furono gli emigranti di questo paese a portare con sé la passione per il curling soprattutto in Nord America, e ancora più precisamente in Canada, dove oggi è popolarissimo. A livello di disciplina olimpica, il curling debutta nei Giochi invernali del 1924 di Chamonix, in Francia, come sport dimostrativo, ma diventa sport olimpico ufficiale solo nei Giochi di Nagano, in Giappone, nel 1998. A oggi tra le nazioni che più si distinguono in questa disciplina ci sono appunto il Canada, ma anche Scozia, Svezia, Svizzera, Norvegia e anche l'Italia non se la cava affatto male, detenendo attualmente i titoli di campioni mondiali e olimpici nel misto. Nel frattempo però il curling si era fatto strada nella cultura popolare: nel 1965 i Beatles tentano di giocarci nel film Help! nel 1965 e una partita s'intravede anche nel cult Agente 007: Al servizio segreto di Sua Maestà del 1969.Sono però le Olimpiadi invernali di Torino 2006 ad accendere con grande attenzione la curiosità del pubblico di massa italiano, che si trova per la prima volta con consapevolezza e continuità di fronte a uno sport del tutto bizzarro, che fonde mosse apparentemente buffe a una tecnica precisissima e particolarmente complicata. Nel 2014 Claudio Amendola dirige addirittura un film, La mossa del pinguino, incentrato proprio a una squadra amatoriale di curling che vuole qualificarsi per Torino 2006. Ora il curling a Milano Cortina 2026 riaccende la magia e l'interesse per uno sport che negli anni è cresciuto a livello di riconoscimento ma rimarrà sempre anche una specie di guilty pleasure sportivo inossidabile.