VENEZIA - Un "classico" in più accezioni, non escluso l'essere una delle opere più eseguite al Teatro La Fenice, del quale è divenuta uno dei simboli: "La traviata" di Giuseppe Verdi infatti, non solo debuttò proprio alla Fenice nel 1853, ma è anche il titolo che inaugurò il massimo palcoscenico veneziano dopo l'incendio, di cui lo scorso 29 gennaio sono stati ricordati i trent'anni dal tragico accaduto (per l'occasione, a visite guidate gratuite erano state esposte immagini del tempo per un confronto con l'oggi).

Ancora una volta, "La traviata" sarà riproposta a partire da domenica 8 febbraio alle 19, con quattro repliche a seguire sempre all'interno del Carnevale, nell'allestimento che firmò proprio a partire da novembre 2004, per la "risorta" Fenice, il regista canadese Robert Carsen. Regia in questa occasione ripresa da Christophe Gayral, con scene e costumi di Patrick Kinmonth, coreografia di Philippe Giraudeau, luci di Robert Carsen e Peter Van Praet riprese da Andrea Benetello. Messinscena che, a più di vent'anni dalla prima, mantiene intatta la sua forza visiva. A dirigere musicalmente il melodramma in tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave che poco necessita di presentazione, sarà il noto maestro milanese Stefano Ranzani, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice (maestro del Coro Alfonso Caiani). Stefano Ranzani si avvarrà di un importante cast che vede nei ruoli principali il soprano Rosa Feola (Violetta Valéry), il tenore Stefan Pop (Alfredo) e il baritono Roberto Frontali (Giorgio Germont).