Corrono i conti di Ovs nel 2025. Mentre si ferma l’operazione di acquisto di Kasanova (player degli articoli per la casa da tempo in cattive acque), annunciata a novembre, e per la quale vi era già stata una proroga dell’offerta nonostante le difficoltà di accordo con i creditori.

Stop su Kasanova

Ieri sera, nelle ultime righe del comunicato che annunciava la chiusura dell’esercizio 2025, si spiegava che «Con riferimento all’offerta vincolante finalizzata ad ottenere il 100% di Kasanova, il Consiglio di amministrazione di Ovs ha deliberato di far decadere la propria offerta, in scadenza in data odierna (ieri per chi legge, ndr), in quanto non si sono verificate le condizioni a cui la stessa era subordinata».

In pratica, lo scorso 10 novembre Ovs aveva comunicato ufficialmente la sua proposta d’acquisto per Kasanova, rete di circa 700 punti vendita, di cui circa 220 a gestione diretta, 280 in franchising e 200 corner all’interno di negozi specializzati in bricolage, nei centri commerciali o in zone centrali delle più importanti città italiane.Il closing però era vincolato a numerose condizioni, tra cui la chiusura degli accordi con i creditori finanziari e l’azzeramento del capitale per perdite, da parte di Kasanova, per spianare la strada all’ aumento di capitale di Ovs per acquisire il 100% delle quote. In assenza di un’intesa con le banche, era stata avviata una proroga dell’offerta, ormai in scadenza. E che, dunque, non verrà rinnovata. Ovs, insomma, rinuncia all’acquisto.