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Ultimo aggiornamento: 8:46
Nelle ultime ore una fitta coltre di mistero ha avvolto la figura di Alex Saab. Fonti militari Usa hanno riferito a Reuters e a Caracol che l’imprenditore colombo-libanese sarebbe stato arrestato a Caracas, all’alba di mercoledì (2.00 del mattino) nell’ambito di un’operazione eseguita dal Sebin, il Servizio bolivariano d’Intelligence, con il sostegno dell’Fbi. Tuttavia il suo legale, Luigi Giuliano, interpellato da Ilfattoquotidiano.it e da testate locali, smentisce la notizia, definendola una “fake“. Giuliano ha sottolineato a Ilfattoquotidiano.it che Saab “sta bene e si trova a Caracas”, assicurando che lo avrebbe incontrato in seguito. Il legale ha poi cercato di smentire il coinvolgimento dell’Fbi in quanto il suo assistito “non ha alcun problema con gli Stati Uniti“, ribadendo il carattere “sensazionalista” della storia. Giuliano ha anche parlato di una possibile smentita, che sarebbe avvenuta in data odierna (giovedì, 5 febbraio).
L’ex-ministro, che aveva condizionato il rilascio di Trentini al suo procedimento per “riciclaggio” – poi finito in patteggiamento – è stato arrestato all’alba di mercoledì, alle 2, due settimane dopo il rientro del cooperante e a un mese dalla caduta di Nicolás Maduro. Altro tentativo di smentita è stato pubblicato sul sito Venezuela-news.com, ma ora il contenuto risulta rimosso dal portale. Fin troppo taciturno lo stesso imprenditore, di recente rivelatosi particolarmente attivo sui social, sui quali si è scagliato contro Semana e altre testate che avevano riportato la notizia del patteggiamento. Nessun post dal 3 febbraio. Secondo Giuliano, Saab non sarebbe intervenuto direttamente a smentire le notizie “per rispetto all’istituzione”, cioè all’esecutivo di Caracas.










