Il partito di Vannacci vale tra il 2 e il 4,5%. Ammetto che, quando ho letto questa previsione, mi sono messo a sorridere. Un sorriso impastato di ricordi e di sarcasmo. Non di nostalgia, chiarisco. Quanto vale Italexit, si domandavano gli ultimi tre mesi prima delle elezioni del 2022? «Tra il 2 e il 4,5%». Italexit era la creatura che avevo creato quando uscii dai 5 stelle per tener fede all’unico motivo per cui accettai la candidatura: costruire una via d’uscita dall’Unione europea.
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La guerriglia viene considerata gravissima ma chi vi ha partecipato può cavarsela, se non è l’autore materiale del colpo più eclatante, con una misura cautelare minimalista. È questa la chiave di lettura che emerge dalle tre ordinanze con le quali il gip di Torino Irene Giani, dopo gli scontri del 31 gennaio legati alla manifestazione contro lo sgombero di Askatasuna, ha disposto gli arresti domiciliari per Angelofrancesco Simionato e la presentazione alla polizia giudiziaria di Matteo Campaner e Pietro Desideri. Nonostante le ordinanze fotografino un quadro di violenza estrema e organizzata, quando il gip passa dalla descrizione dei fatti alla risposta cautelare, il passo sembra accorciarsi. La toga nella premessa scrive che circa 1.500 soggetti, «con azione evidentemente preordinata e organizzata», si travisano e si dirigono compatti verso corso Regina Margherita, dando vita a «una vera e propria guerriglia urbana».










