Ore di nuova tensione tra Stati Uniti e l'Iran. La Casa Bianca minaccia e Teheran si affretta a ricucire. Secondo Donald Trump, il leader supremo iraniano Ali Khamenei "dovrebbe essere molto preoccupato, sì. Dovrebbe esserlo. Quello che ho sempre detto è che vogliamo la pace in Medio Oriente. Se non avessi eliminato il loro nucleare, non ci sarebbe pace in Medio Oriente, perché i Paesi arabi non avrebbero mai potuto farlo".
Intervistato da Nbc News, il presidente americano ha quindi aggiunto, fuori dai denti: "Penso che dovrebbe essere molto preoccupato in questo momento. Come sapete, stanno negoziando con noi". Sul nucleare Washington agita lo spettro della rottura dei colloqui, e della conseguente riposta durissima contro gli ayatollah. Dopo poche ore, però, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi conferma che venerdì alle 10 a Muscat, in b, si svolgeranno i colloqui con Usa, allontanando dunque l'ipotesi del fallimento. "I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono fissati a Muscat per le 10 di venerdì - ha scritto il ministro iraniano - sono grato ai nostri fratelli dell'Oman per aver adottato tutte le disposizioni necessarie".
Trump ha ammonito l'Iran a non riprendere il programma nucleare perché "se lo fate, le conseguenze saranno molto gravi". "Il messaggio è stato chiaro: se ci riprovano, sanno già che cosa succederà. Se lo faranno, torneremo a colpire e completeremo di nuovo l'operazione", ha spiegato Trump, sottolineando che gli iraniani "hanno tentato di rientrare nel sito, ma non sono riusciti nemmeno ad avvicinarsi: la distruzione è stata totale". Tuttavia, "stavano valutando la possibilità di aprire un nuovo sito in un'altra area del Paese", ha osservato Trump, precisando che "ne siamo venuti a conoscenza e ho detto loro: 'Se lo fate, le conseguenze saranno molto gravi'".






