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Disastro Pd: insulta gli elettori e urta i riformisti. Picierno: "È infamante. Deriva che addolora"

Uno scontro sul fascismo al posto di un confronto sulla giustizia. È questa l'ultima spiaggia della sinistra, a giudicare dalle uscite orchestrate da Elly Schlein e dal suo entourage. A un mese e mezzo dal voto, infatti, il Pd - evidentemente a corto di argomenti - sta provando a trasformare il referendum in una contrapposizione frontista. "Chi vota sì è fascista", il senso è questo, "chi vota no difende la democrazia", il messaggio è questo.

Le mosse del partito sono apparse chiare due giorni fa, quando - agganciandosi a un dato del tutto marginale come la dichiarazione di voto di Casapound (formazione elettoralmente irrilevante, che non fa parte del centrodestra) nel pomeriggio il Pd ha pubblicato sui suoi social il video di un evento neofascista con la sobria indicazione: "Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione: il 22 e il 23 marzo vota no!".