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Parte lo sdoganamento per dipingerlo come un leader che andrà lontano
L'operazione sdoganamento è cominciata. Non è ancora il compagno Vannacci, ma certo Repubblica lo dipinge come un leader, il capo di una Cosa nera, che può andare molto lontano. E un sondaggio di Youtrend, prontamente sformato dal quotidiano storico della sinistra italiana, gli accredita un ottimo 4,2 per cento, una percentuale che permetterebbe al generale di saltare gli sbarramenti della futura legge elettorale con la stessa facilità con cui superava le transenne solo qualche mese fa alle manifestazioni della Lega.
Nessun accenno alla diserzione e alla rottura del patto con la Lega, quello è al massimo un incidente di percorso. E che slalom: all'inizio l'inquieto Vannacci si era accreditato con Forza Nuova di Roberto Fiore, poi si era accorto che era più conveniente spostarsi in area Lega e aveva pure scalato il partito, fra le perplessità e poi le defezioni dei suoi che non volevano saperne di mischiarsi con le truppe salviniane. Ma il creativo europarlamentare ha giocato anche altre carte, dall'altra parte dell'emiciclo: ci sono stati molti abboccamenti con Marco Rizzo, alla testa di Democrazia Sovrana e Popolare, insomma una scheggia dell'ultrasinistra, e per quattro mesi la strana coppia ha duettato fra serate e incontri. Di più, nell'indifferenza generale, quando si è trattato a fine 2024 di votare per le Regionali in Umbria, lui si è svincolato con nonchalance dal vincolo leghista e ha indicato il partitino di Rizzo.






