UDINE - Un contatore manomesso, cinque anni di prelievi illeciti e un danno economico che, seppur contenuto, riaccende i riflettori su un fenomeno tutt'altro che marginale. È partendo da un caso di furto di energia elettrica che i carabinieri della stazione di Feletto Umberto hanno denunciato in stato di libertà nove persone, tutte residenti a Tavagnacco, di età compresa tra i 20 e gli 87 anni.

L'indagine è scattata a seguito della segnalazione di un gestore di energia elettrica che aveva rilevato anomalie nei consumi.

Gli accertamenti svolti dai militari dell'Arma hanno permesso di ricostruire come i nove soggetti, in concorso tra loro, avessero manomesso il contatore installato presso la propria abitazione, riuscendo così a sottrarre abusivamente corrente elettrica per un periodo di circa cinque anni.

Il valore dell'energia sottratta è stato stimato in 2.500 euro. Sul posto è intervenuto anche il personale dell'ente gestore, che ha provveduto al distacco definitivo del contatore e alla messa in sicurezza dell'impianto.

Le forze dell'ordine invitano infine i cittadini a prestare attenzione a eventuali segnali di manomissione, controllando i consumi e segnalando situazioni anomale, come magneti sospetti vicino ai contatori, cavi irregolari o bollette sproporzionate rispetto ai consumi abituali.