Dalla Fornero a Kiev, il Generale si dice fedele ai suoi principi

Modena, 4 feb. (askanews) – “Mi sembra che Salvini abbia parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Allora, lealtà non vuol dire obbedienza cieca ed assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rifiutarsi di pensare e dovere vuol dire accettare le proprie responsabilità”. Lo ha detto Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, durante una conferenza stampa a Modena prima dell’incontro pubblico sulla Remigrazione organizzato dal Team Vannacci Mutina.

“Io non ho tradito proprio un bel niente – ha aggiunto Vannacci riferendosi alle parole del leader della Lega – anzi io sono rimasto fedele ai miei principi, ai miei valori e a tutto quello che ho rappresentato dall’inizio, ancora prima della mia vita politica. Sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro nel quale rappresentavo proprio questi valori”.

“Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e sovranisti e nei giorni dispari dire invece di essere liberali e progressisti, come si proponeva il documento di Zaia – ha spiegato Vannacci nel corso della conferenza stampa -. Non è possibile i giorni pari fondare una campagna di diffusione pubblica dicendo basta armi all’Ucraina e poi il giorno dopo invece firmare il decreto di consegna delle armi all’Ucraina”.