Roberto Vannacci divorzia dalla Lega. Il generale ha detto addio al partito di Matteo Salvini per proseguire con la sua forza politica: "Futuro Nazionale". "La mia destra non è moderata - ha detto nel suo manifesto -. Prima l'Italia, poi lo stato e poi il diritto". Parole su cui si sofferma Michele Santoro, ospite di DiMartedì nel giorno della scissione: "Al contrario di quanto si possa pensare, io non rido di Roberto Vannacci, sono preoccupato. Perché anche di Hitler si diceva che fosse un personaggio ridicolo: andava in giro con i pantaloni alla zuava, in molte foto sembra quasi una caricatura. Guardandolo da lontano, faceva sorridere. Lo stesso accade oggi con Vannacci quando assume questi atteggiamenti marziali, o sedicenti marziali. Ma qui sta il punto: la rete e certi gruppi estremisti non ridono, anzi, trovano in lui una figura spendibile".

Poi la frecciata all'opposizione: "Quando si parla di Hitler, poveraccio, aveva fatto fatica a vendere il Mein Kampf quando uscì. Nessuno lo conosceva, era un uomo ai margini della società tedesca. Vannacci, invece, ha venduto milioni di copie e non per un merito letterario o politico, ma perché la sinistra, nella sua ansia di denunciarlo, ha costruito un mito. Paradossalmente, l’ostilità ha generato notorietà, e la notorietà ha creato un personaggio. Un personaggio che ora non è più confinato ai social o a pochi circoli estremisti, ma che ha un’eco nazionale".