Il profilo del lavoro ideale per i professionisti oscilla tra voglia di autonomia, velocità, senso e impatto, e il bisogno – mai davvero superato – di sicurezza, continuità e stabilità economica. A raccontarlo, numeri alla mano, è una nuova indagine realizzata da Clutch, startup attiva nel settore delle risorse umane, che ha coinvolto oltre 300 professionisti tra startup innovative e aziende strutturate. Dal sondaggio emerge che le startup continuano ad affascinare, soprattutto i più giovani, grazie a flessibilità organizzativa, smart working e possibilità di assumersi responsabilità in tempi rapidi.
Ma l’attrattività dell’innovazione non cancella una domanda strutturale di sicurezza. Sei professionisti su dieci dichiarano infatti che valuterebbero il passaggio a un’azienda consolidata in cambio di uno stipendio più alto e di una maggiore stabilità economica e contrattuale. Due modelli diversi, dunque, che non si escludono, ma si rincorrono lungo le diverse fasi della carriera. Uno dei divari più evidenti riguarda il lavoro da remoto. Nelle startup è ormai una prassi consolidata: quasi il 60% degli intervistati lavora in full remote. Nelle aziende strutturate, invece, il lavoro a distanza è più regolato e meno pervasivo: solo il 14% opera completamente da remoto, mentre il modello prevalente resta quello ibrido, con due giorni a settimana di smart working. Una differenza che racconta due visioni organizzative opposte: flessibilità come pilastro identitario per le startup, equilibrio tra innovazione e controllo per le corporate.







