Robbie Williams sta guardando un documentario sui Take That quando sullo schermo appare una giovanissima fan che gli dà il suo numero implorandolo di farsi vivo "in qualsiasi momento". Così, a distanza di qualche decina di anni, lui prende il telefono e compone il numero, ma le cose non vanno come auspicato dall'allora ragazzina.
In un video condiviso sui social dalla moglie Ayda, si vede il cantante sdraiato sul letto mentre guarda il docufilm che racconta l'ascesa, il declino e la rinascita dei Take That, una delle boyband più grandi del Regno Unito. In un filmato dell'epoca, che risale agli anni Novanta, una teenager manda a dire a Williams, che all'epoca aveva poco più di vent'anni, che poteva avere il suo numero di telefono e chiamarla.
Robbie legge il numero ad alta voce e prova a chiamare dal suo cellulare, senza successo però. Risponde la voce automatica dell'operatore: "Il numero non è riconosciuto". Inevitabile dopo tanti anni e, comunque, all’appello manca il prefisso.
Take That è una docuserie in tre parti su Netflix che riparte vent'anni dopo il doc che segnò la loro rinascita artistica. La storia della band è nota: cinque ragazzi del Nord dell'Inghilterra, formati nel 1990 attorno al talento compositivo di Gary Barlow, inizialmente lanciati con un'immagine provocatoria sono poi diventati idoli delle teenager con successi come Pray, Relight my fire ed Everything changes. Il successo, però, portò tensioni interne: il controllo creativo esercitato da Barlow, l'insoddisfazione degli altri membri e l'autodistruzione di Williams, culminata nell'uscita dal gruppo nel 1995, porta allo scioglimento definitivo un anno dopo.






