Le portaerei, le navi da guerra e i caccia degli Stati Uniti sono schierati e sono pronti ad attaccare l’Iran. Alcuni retroscena danno per imminenti le operazioni militari che avranno come obiettivi non solo i siti nucleari, ma anche i centri di comando dei Pasdaran e dell’Esercito iraniano, i protagonisti del potere politico e della repressione delle recenti proteste, radar e strutture di comunicazione e di lancio di missili. Lo scopo ormai noto è favorire il cambio di regime. Allo stesso tempo da Teheran replicano che «l’esercito ha già il dito sul grilletto ed è pronto a reagire», avvertono che svolgeranno esercitazioni con fuoco vivo nello Stretto di Hormuz. Sono pronti a bloccare le petroliere che passano da quell’area. Centcom, vale a dire il Comando Combattente Unificato delle forze armate statunitensi, ha avvertito: «Garantiremo la sicurezza del personale, delle navi e degli aerei statunitensi che operano in Medio Oriente. Non tollereremo azioni pericolose dell’Irgc (le Guardie rivoluzionarie iraniane)». Il regime degli ayatollah però parla anche di «un'esercitazione navale, tra poche settimane, congiunta con le forze navali di Cina e Russia nella regione settentrionale dell'Oceano Indiano».
Iran, esplosioni misteriose. Ayatollah sotto assedio. Riad spinge per l’attacco
Le portaerei, le navi da guerra e i caccia degli Stati Uniti sono schierati e sono pronti ad attaccare l’Iran. Alcuni retroscena danno per imminenti le operazioni militari che avranno come...








