«L’Italia è il nostro primo mercato in Europa e vogliamo continuare a crescere». Così Hiroshi Shimada, nuovo ceo di Daikin Italy, in carica da inizio gennaio, traccia l’obiettivo nel nostro Paese della multinazionale dei condizionatori - attiva nel settore Hvac-R: heating, ventilation, air conditioning, refrigeration - con quartier generale ad Osaka (Giappone) e 29 miliardi di ricavi globali. «In Italia abbiamo fatturato nel 2024 vendite per 639 milioni di euro e contiamo di chiudere il 2025 a 700 milioni (l’anno fiscale si chiude a marzo, ndr): è il 13% del totale Emea, a sua volta il 20% di quello globale. La Francia, nostro secondo mercato in Europa, ha un valore poco al di sotto di quello italiano. L’Italia è il mercato più importante nel continente per il condizionamento, con un tasso di penetrazione dei dispositivi superiore al 50%, mentre per esempio la Germania è a meno del 20%, e ha un trend di crescita costante. Siamo qui con i nostri prodotti dagli anni 90, poi nel 2002 abbiamo acquisito il nostro distributore locale, che aveva un fatturato di 100 milioni annui, e da lì siamo partiti con una presenza fisica»
Oggi l’azienda ha in Europa 13 centri R&D e 18 fabbriche, di cui 7 in Italia (sotto la divisione Daikin Applied Europe): a Cecchina e Ariccia (Roma), Vicenza, Settala (Milano), Pegognana (Mantova), Mazzano (Brescia), Busto Arsizio (Varese), Ciserano (Bergamo). Un network costruito nel tempo anche attraverso acquisizioni di aziende locali e che - sommando gli uffici vendite - dà lavoro a oltre 2.300 persone. Ci sono poi sul territorio 19 centri di formazione per installatori: «Abbiamo l’obiettivo di aumentarne il numero nei prossimi due anni e soprattutto migliorare quelli già esistenti», puntualizza il ceo di Daikin Italy.







