La Procura di Bolzano indaga sul primo caso di doping dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina, dopo che la biathleta altoatesina Rebecca Passler è stata trovata positiva al letrozolo durante un controllo a sorpresa 'fuori competizione', fatto il 26 gennaio ad Anterselva e reso pubblico il 2 febbraio.
In attesa di ulteriori elementi, è stato aperto un fascicolo, iscritto nel registro degli atti non costituenti notizie di reato.
La giovane biatleta, che al momento non risulta indagata e che si stava preparando alle sue prime olimpiadi, per di più a casa, nella sua valle, dopo la sospensione si è chiusa in un silenzio e non risponde alle domande dei cronisti. Il fascicolo aperto dalla procura di Bolzano è un atto dovuto, viso che in Italia la somministrazione e l'assunzione di sostanze dopanti costituiscono reato (art. 586). La competenza è della Procura di Bolzano perché i fatti sono avvenuti in Alto Adige: il controllo, infatti, è stato fatto ad Anterselva. Per il momento, gli inquirenti hanno scelto la strada del cosiddetto 'ncr', un fascicolo d'indagine senza indagati né ipotesi di reato, aperto per far luce sull'accaduto. Vogliono, infatti, vederci chiaro prima di definire l'eventuale ipotesi di reato e prima di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. Bisognerà capire innanzitutto se la 24enne ha fatto tutto da sola o è stata aiutata da qualcuno o se, invece, sia rimasta vittima di una macchinazione ai suoi danni. Inoltre, i magistrati attendono di acquisire ulteriori elementi, con ogni probabilità dei test ulteriori sul campione di urina prelevato all'atleta altoatesina del gruppo sportivo dei carabinieri, e solo allora decideranno se aprire un fascicolo d'indagine vero e proprio.










