Di Marzia Piga
Il 2026 sarà l'anno della nuova legge Statutaria della Sardegna per riequilibrare la bilancia dei rapporti tra la Regione autonoma e lo Stato centrale. E' l'obiettivo principale del lavoro del Consiglio regionale, sottolineato con forza questa mattina dal suo presidente Piero Comandini che ha voluto incontrare la stampa per la conferenza stampa annuale di bilancio dell'attività. Insieme ai due vice presidenti, di maggioranza Giuseppe Frau (Uniti per Todde), e di minoranza Aldo Salaris (Riformatori sardi), il capo dell'Assemblea ha illustrato non solo i risultati dell'attività in termini numerici, ma anche gli obiettivi per l'anno appena cominciato, con l'orizzonte dei prossimi tre anni fino a fine legislatura. Per il capo dell'Assemblea sarda la nuova legge statutaria con l'adozione e la revisione di norme di attuazione già approvate, "avvantaggerà la Sardegna nei rapporti con lo Stato, nella rivendicazione di una politica autonomista per una Regione forte e rafforzata dalle prerogative dello Statuto. Su questo campo dobbiamo essere pronti a contrapporci in ogni sede alle strumentali bocciature del governo di turno". Comandini cita ad esempio il recente commissariamento della Regione sul dimensionamento scolastico, "è solo l'ultimo esempio in ordine di tempo di un rapporto tra Regione e Stato che deve essere riequilibrato". "Troppe leggi sono state impugnate, e non siamo neanche a metà legislatura - ribadisce poi ai microfoni precisando che solo tre volte la Corte Costituzionale si è pronunciata sull'incostituzionalità (ad esempio la legge 26 del 18 settembre 2025 sull'assistenza sanitaria regionale sul suicidio medicalmente assistito, 'cosiddetto fine vita') - per non ritenere che ci sia un atteggiamento pregiudiziale e centralista da parte del Governo". "Pensiamo - ha aggiunto il presidente - al tema delle rinnovabili: a livello nazionale sulla transizione energetica non ci sono idee chiare. Nel tempo ci sono stati tre diversi Dpcm, contraddittori tra loro e l'ultimo dei quali, se applicato, davvero aprirebbe la strada in Sardegna ad impianti anche sul mare". Per contrapporsi allo Stato nelle battaglie autonomistiche, Comandini vuole l'appoggio delle minoranza: "Entro quest'anno dobbiamo essere impegnati a costruire una legge statutaria che appartenga a tutti, che non sia soltanto del Consiglio regionale o delle forze di maggioranza, ma che sia di tutte le forze politiche - ha chiarito -. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora dalla Commissione, nel 2025 ci sono state 13 sedute e ben 43 audizioni. Da ogni audizione abbiamo avuto importanti contributi: ora dobbiamo accelerare e procedere ad una prima stesura della proposta di modifica dello Statuto". La legge statutaria, riassume il presidente, dovrà "semplificare la vita democratica, dovrà agevolare i sardi e la Sardegna, ma soprattutto riaccendere il senso civico, riaccendere la partecipazione non solo al voto, ma all'attività politica e amministrativa". "Quando un cittadino non esercita pi? il suo diritto a votare, a partecipare alla costruzione delle politiche che riguardano il proprio Stato, la propria Regione, il proprio Comune - conclude -, è una sconfitta per tutti e per la democrazia".







